Quando Gilles Villeneuve, al volante di una Wolf Sport Prototipo monoposto, convinse Enzo Ferrari

Quando Gilles Villeneuve, al volante di una Wolf Sport Prototipo monoposto, convinse Enzo Ferrari

Accadeva esattamente 41 anni fa, il 10 luglio del 1977 a Watkins Glen, sulla Can Am realizzata da Dallara per il marchio già protagonista in F1. Una vettura difficilissima che il giovane canadese, allora sconosciuto, riuscì subito a far volare. Chris Amon, che quel volante preferì lasciarlo, rimase impressionato e lo suggerì al Drake


È una storia che parte da una Wolf Sport Prototipo monoposto, la vettura con la quale nel 1977 il costruttore canadese affiancò alla Formula Uno la partecipazione alla Can Am, la serie nordamericana riservata alle espressioni più estreme di vetture sport. Il programma era a misura di Chris Amon, che allora lasciava alle spalle 14 stagioni in Formula Uno, tre delle quali con la Ferrari per la quale vinse, però, solo nei Prototipi, come alla 24 Ore di Daytona o alla 1000 km di Monza conquistate nel 1967 con Lorenzo Bandini. Il primo appuntamento della stagione fu in Canada, sul circuito di Mont-Tremblant. Amon qualificò la Wolf WD1 motorizzata V8 Chevrolet da 5.0 litri con il secondo miglior tempo, ma in gara fu costretto al ritiro. Impegnato nel programma Wolf Can Am anche come direttore sportivo, Amon decise di lasciare il volante e consegnarlo ad un giovane che aveva visto vincere in Formula Atlantic. Un certo Gilles Villeneuve. Nel weekend del 10 luglio si corre l’appuntamento di scena a Watkins Glen e Villeneuve, per la prima volta alle prese con potenze dell’ordine di 500 CV, firma il quarto tempo per poi essere costretto al ritiro in gara. È nata una stella. Non a caso pochi giorni dopo sarà ingaggiato per il Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1 su una McLaren M23, meno evoluta della M26 dei titolari James Hunt e Jochen Mass. Primo nelle prequalifiche, è poi

nono in qualifica, precedendo una concorrenza del calibro di Peterson, lo stesso Mass, Jones, Reutemann con la Ferrari, Laffite, il suo avversario in Can Am Tambay ed ancora tanti altri miti. In gara sarà 11esimo nonostante un rientro ai box per un inconveniente tecnico. Il suo futuro in F.1 non sarà però in McLaren. La stagione Can Am sulla Wolf infatti continua. Sul circuito di Road America arriva il miglior tempo in qualifica ed il primo podio in gara, nelle successive tappe canadesi a Mosport ed a Molson Trois Rivières è sempre tra i protagonisti assoluti, ma la stagione non porterà altri risultati. Tranne uno, importantissimo e non scritto su una classifica di gara. Perché Chris Amon, impressionato dal rendimento prestazionale di Villeneuve su una vettura che direttamente lui sapeva quanto impegnativa, non esitò a segnalarlo ad Enzo Ferrari. I successi che aveva conquistato per la casa del Cavallino e probabilmente anche le sue qualità umane, gli avevano permesso di guadagnare la fiducia personale del Drake, in quel periodo alle prese con i dissidi interni con il suo due volte Campione del Mondo Niki Lauda e le scelta di un sostituto. Meglio se sconosciuto e che potesse così fortificare l’assunto, a suo tempo inviolabile, secondo il quale tutti avrebbero potuto vincere con una Ferrari. Il Drake ascolta il consiglio di Amon e così Villeneuve, dopo lo storico test a

Fiorano del 21 settembre, sale sulla T2 negli ultimi due Gran Premi del 1977 disertati dal neo-iridato Lauda e proseguendo poi la carriera alla corte di Maranello. Una storia, di quelle emozionali ed importanti per il motorsport mondiale, nasce perciò su una Wolf monoposto Sport Prototipo. Ed oggi ad una Wolf monoposto Sport Prototipo è riservato il Campionato Italiano di categoria, per la prima volta in regime di monomarca. Come allora, poi, a realizzare la vettura sotto gli stilemi del brand del lupo è una factory italiana. Per la Can Am WD1 fu la Dallara, che tra l’altro, pur attraverso la riconversione di un telaio Talon di Formula 5000, applicava al concetto Sport Prototipo la soluzione monoposto che nei primi anni ’70 aveva voluto per la sua SP1000, la prima vettura progettata e realizzata in proprio dal tecnico parmense. Oggi, per la GB08 Thunder, è la Bellarosa G., anche Wolf Racing Cars, l’azienda bresciana dal 2010 detentrice del marchio con il quale ha conquistato un palmares che oggi conta più di 100 vittorie sull’intera scena internazionale di categoria. Intanto è già tempo di riaccendere i motori per il terzo round stagionale dell’affascinante serie tricolore, di scena al Mugello in questo weekend. L’appuntamento in pista è da venerdì con le prove libere alle 09.30 ed alle 13.35, mentre sabato sarà la volta delle prove ufficiali alle 09.00 e di gara 1 alle

15.30.


2018-07-11 - 6793

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Gilles Villeneuve Enzo Ferrari