Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina: i vincitori sono Marchioro-Marchetti

Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina:  i vincitori sono Marchioro-Marchetti

Grande spettacolo ed agonismo nei due giorni di gara tra Arezzo e Siena, su percorsi di ispirazione “mondiale”: Entrambi i successi scaturiti dalle prime due prove speciali sulle crete senesi di ieri. Grande afflusso di pubblico, attratto dai “nomi” e dalle location proposte da Valtiberina Motorsport per questa gara oramai riferimento importante per le competizioni sterrate nazionali


Si è concluso oggi pomeriggio, in Piazza Sant’Agostino di Arezzo il 13° Rally Città di Arezzo-Crete Senesi e Valtiberina, prima prova del Trofeo Terra rally storici, il nuovo Campionato tricolore riservato alle vetture di un tempo, anche penultima prova del Challenge Raceday Rally Terra. La gara, organizzata da Valtiberina Motorsport, è stata un dominio veneto: la parte “historic” è stata vinta dal trevigiano Simone Romagna, in coppia con Lamonato, su una Lancia Delta integrale, la parte “moderna” è stata invece appannaggio dei padovani Nicolò Marchioro e Marco Marchetti, con la Skoda Fabia R5, i quali hanno concesso il bis dopo il successo dello scorso anno. Un trionfo concreto, quello di Romagna, che aveva preso in consegna il gruppo “storico” già dalla seconda prova speciale di ieri, il secondo passaggio sulla celebre “Monte Sante Marie”, nelle crete senesi, approfittando del ritiro (uscita di strada) del giovane Alberto Battistolli, su una vettura analoga. Romagna, primo anche del 4. Raggruppamento, ha inflitto un pesante passivo al secondo equipaggio transitato sotto la bandiera a scacchi, i meritevoli Sipz-Bregoli e la loro affascinante Lancia Rally 037, pur sempre condizionati da problemi di assetto. Terza piazza (prima del terzo raggruppamento) per i trentini Tiziano e Francesca Nerobutto, padre e figlia, con una Opel Kadett GT/E, sempre concreti ed ai vertici, ed arrivati trafelati all’arrivo con la macchina che stava per abbandonarli con problemi di motore. Quarti, ed anche vincitori del Secondo Raggruppamento, hanno finito i sammarinesi Cesarini-Gabrielli e la loro Ford Escort 1600 mentre la sfortuna ha certamente condizionato il risultato finale di Guggiari-Sordelli (Ford Escort MkII), rallentati dalla rottura di una balestra posteriore nelle prime battute della seconda giornata, per la cui causa hanno perso il contatto di vertice dopo un avvio in grande stile, finendo solo settimi. Si è segnalata invece la

performance dell’umbro Giorgio Sisani, in coppia con Pollini, su una A112 Abarth, ottavi nella generale, con tanto spettacolo offerto nella prima giornata dove erano addirittura quinti assoluti, poi rallentati dai tratti di salita odierni, dove la loro vettura ha evidentemente sofferto il debito di potenza. La gara “moderna” è andata al padovano Nicolò Marchioro, in coppia con Marchetti, su una Skoda Fabia R5. I neo portacolori della scuderia Etruria hanno concesso il bis con una prestazione concreta, finendo con ampio margine sul trevigiano Giacomo Costenaro, affiancato da Bardini. I due hanno portato al debutto italiano su sterrato la nuova Citroen C3 R5 ed hanno trascorso tutta la gara a cercare di trovare il miglior feeling con la vettura del “doppio chevron”.
Terza piazza finale, con un attacco deciso oggi per l’umbro Francesco Fanari e la sua Skoda Fabia R5, affiancato da Stefanelli, Dopo l’errata scelta di gomme delle prime due “piesse”, oggi il pilota folignate ha trovato la quadra per correre al meglio, riuscendo a siglare anche riscontri cronometrici di alto profilo, con i quali ha saputo piegare la resistenza dell’altro Marchioro in gara, Christian, il fratello del leader, con Silvia Dall’Olmo alle note, alla loro prima esperienza con una Fabia R5. Bravi comunque a interpretare questa gara che ha guardato in faccia tutti gli equipaggi.
Più distanziati i diversi altri dati “papabili” per la vittoria. Quinta posizione finale per l’ex Campione Italiano Piero Longhi (Skoda Fabia R5) con una prestazione in progressione e sesto ha finito il veneto Tullio Versace, anche lui con una Fabia, che ha avuto il brivido di una foratura durante l’ottava prova. Il vicentino Andrea Smiderle, leader della serie Raceday, è rimasto attardato durante la prima prova speciale per alcuni errori e nel prosieguo di gara è stato assillato da diverse altre problematiche che non lo hanno mai fatto gravitare nei posti al sole della classifica.


Tra i “nomi” illustri out il romagnolo Bentivogli (Subaru Impreza), per rottura della trasmissione nella PS1, mentre il gruppo N è stato appannaggio del Veronese Riccardo Rigo e la sua Mitsubishi Lancer Evo IX e tra le “due ruote motrici, il successo ha arriso al pordenonese Alessandro Uliana, con la Ford Fiesta R2.

Il terzo trofeo “Pucci Grossi”, istituito da Valtiberina Motorsport in ricordo dell’indimenticato Campione riminese scomparso prematuramente tre anni fa e destinato per gli “under 25” è stato vinto da Rosini-Cardinali, con una Opel Astra OPC Gruppo N. Belle anche le prestazioni di La Ferla con la piccola peugeot 106, autore di riscontri cronometrici di livello superiore.

CLASSIFICA ASSOLUTA RALLY MODERNO (top five): 1. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) in 57'52.6; 2. Costenaro-Bardini (Citroen C3 R5) a 43.8; 3. Fanari-Stefanelli (Skoda Fabia R5) a 49”2; 4. Marchioro-Dall'Olmo (Skoda Fabia R5) a 55.7; 5. Longhi-Santini (Skoda Fabia R5) a 1'19.7.

CLASSIFICA ASSOLUTA RALLY STORICO (top five): 1. Romagna-Lamonato (Lancia Delta 16V) in 57'55.1; 2. Boninsegni-Sannai (Lancia Delta Interale 8V) a 4'28.8; 3. Sipsz-Bregoli (Lancia 037 Rally) a 4'43.3; 4. Nerobutto-Nerobutto (Opel Kadet Gt/E) a 5'42.3; 5. Cesarini-Gabrielli (Ford Escort RS 1600) a 6'05.4.


2019-03-18 - 2733