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Il Gran Premio di Singapore dal punto di vista degli pneumatici

Il Gran Premio di Singapore dal punto di vista degli pneumatici


Gli pneumatici Pirelli P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft scenderanno in pista sul circuito di Marina Bay a Singapore, l’unica gara dell’anno che si svolge in notturna. Condizione che dà luogo ad alcune variabili insolite: le attività nel paddock di Formula Uno continuano a svolgersi secondo gli orari europei (ogni sessione inizia, infatti, sei ore più tardi del solito) e le temperature ambientali e di pista tendono a diminuire piuttosto che aumentare durante il Gran premio. L’unica costante è l’umidità, che tende ad oscillare tra il 75 e il 90% per tutto il weekend. Marina Bay è un circuito cittadino, dove la trazione è fondamentale in quanto è il secondo tracciato dell’anno per numero di curve (ben 23). L’asfalto tende ad essere sconnesso e scivoloso, e il grip è ulteriormente compromesso dai tombini e dalle strisce bianche stradali. Tuttavia, le monoposto riescono a generare fino a 4.3g in frenata nonostante la mancanza di aderenza. Il circuito, lungo 5,073 km, viene percorso in senso antiorario per 61 giri, pari quasi a due ore di gara. Questo, sommato al caldo, all’umidità e alle ripetute sconnessioni, impegna in modo importante il fisico dei piloti, e pone numerose sfide agli pneumatici. Nella sequenza di curve 1-3, ad esempio, vi è un doppio cambio di direzione che impegna notevolmente le gomme. Il pilota tende a rilasciare il freno il più tardi possibile, entrando in curva e decelerando al contempo. Questo sottopone lo pneumatico sia a forze longitudinali sia a forze laterali. L’integrità della costruzione deve garantire la precisione di guida ottimale e una perfetta adesione in traiettoria: di vitale importanza negli spazi stretti di Singapore, dove gli errori raramente restano impuniti. Il Direttore Motorsport Pirelli ha detto: Paul Hembery: “Personalmente amo il Gran Premio di Singapore: lo spettacolo notturno è incredibile e si crea una grande atmosfera. A causa delle circostanze insolite in cui si corre la gara, con più di mille riflettori, le squadre e i piloti devono pensare molto alla strategia: qui la pista evolve in modo diverso rispetto alle gare che si disputano di giorno. Un fattore che potrebbe certamente entrare in gioco è la safety car: dal 2008 ad oggi, sul circuito di Singapore non c’è stata gara che ad un certo punto non abbia visto la safety car. Questo significa che le strategie devono essere flessibili nonché efficaci per sfruttare rapidamente qualsiasi potenziale neutralizzazione. Sebbene l’umidità sia costantemente alta, a Singapore non ha mai piovuto durante il Gran Premio e ci aspettiamo lo stesso anche quest’anno, quando scenderanno in pista le due mescole più morbide della nostra gamma F1. La gara dello scorso anno fu vinta da Sebastian Vettel con una strategia di tre soste. Da ricordare anche la prestazione di Lewis Hamilton che arrivò quinto dopo quattro pit stop e un drive-through. Poichè le velocità medie non sono molto elevate, il degrado non dovrebbe essere un problema se il pattinamento delle ruote viene controllato in uscita dalle curve più lente (il che può portare a surriscaldamento)”. L’uomo al volante, Heikki Kovalainen (Caterham), ha commentato: “Singapore è una gara bellissima. E’ un posto incredibile per correre un Gran Premio e deve essere eccitante per i tifosi guardare delle monoposto che sfrecciano a tutto gas per le strade di notte. Per il pilota è come correre su un normale circuito stradale: grazie alle luci non abbiamo problemi di visibilità. Ma ho visto le immagini televisive dall’alto, e vedere tutto il circuito illuminato è fantastico! Da un punto di vista tecnico, una delle chiavi per il set-up in pista è trovare una buona stabilità in frenata e la massima trazione. E’ una pista ad alto carico aerodinamico, piuttosto irregolare, soprattutto nelle curve 13 e 14, anche se è stata riasfaltata nel 2010. A Singapore avremo le mescole Pirelli soft e supersoft, proprio come a Monaco (ed è probabile che avremo gli stessi livelli di degrado di Monte Carlo, sebbene qui le temperature siano più alte). La gestione degli pneumatici è stata fondamentale per tutto l’anno e sarà così anche su questo circuito.” Il collaudatore Pirelli, Jaime Alguersuari, ha detto: “Il circuito di Singapore genera un elevato degrado termico a causa delle alte temperature, ma la cosa che più si nota è l’umidità, il che rende questa gara una delle più dure per i piloti. La combinazione soft e supersoft è stata un’ottima scelta per questa pista: è ​​bello tornare alle soluzioni più morbide dopo le ultime gare corse con quelle più dure. Singapore è un po’ come Monte Carlo, anche se in realtà ci si diverte di più in quanto vi sono più opportunità di sorpasso. Non credo, inoltre, che si possa pensare ad una strategia ad una sola sosta come a Monaco. Detto questo, il degrado delle gomme vero e proprio è basso poichè ci sono molte curve lente. “ Note tecniche sugli pneumatici: • Al Gran Premio di Singapore le monoposto partono con il carico di carburante più pesante dell’anno, il che incide sull’usura degli pneumatici in particolare all’inizio. Oltre ad essere una gara lunga, il consumo di carburante per chilometro è uno dei più alti dell’anno a causa della natura stop-start del circuito. Circa la metà del giro viene speso a tutto gas, ma ci sono anche diverse aree di frenata. • Una delle curve più difficili per gli pneumatici è la Singapore Sling, dopo il rettilineo più lungo del giro. Anche se non è la più veloce, i piloti utilizzano i cordoli per aumentare la velocità, con le gomme che colpisce il cordolo intorno ai 130km/h. • Un fattore importante per la strategia di gara sarà il tempo che le squadre impiegheranno per completare un pit stop. A Singapore, infatti, il limite di velocità per percorrere la pit-lane è inferiore rispetto agli altri circuiti (60km/h) e la pit-lane è di 404 metri.

2014-09-03 00:00:00




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