Il Valtiberina di Aloisi dura solo una speciale

Il Valtiberina di Aloisi dura solo una speciale

Il pilota di Mach 3 Sport, in un penultimo atto del Raceday pesantemente condizionato dal maltempo, decide per il ritiro causa conseguenze di una toccata sul finale di prova


L'undicesima edizione del Ronde Valtiberina, Città di Arezzo, di certo non entrerà negli annali per le condizioni meteo favorevoli: pioggia e nebbia hanno reso ancor più insidiosa, come se ce ne fosse bisogno, la prova speciale di “Alpe di Poti”, monumento del rallysmo mondiale.

Un fondo, reso particolarmente scivoloso dal maltempo, che a messo a dura prova il nutrito plotone di concorrenti, al via del classico appuntamento della serie Raceday Rally Terra, tra i quali la scuderia Mach 3 Sport schierava il pilota di Castelfranco Veneto, Giovanni Aloisi, alla guida della Mitsubishi Lancer Evo IX di gruppo N.

Sarà già la prima tornata ad essere fatale al driver trevigiano, affiancato da Luca Silvi alle note, con la trazione integrale nipponica che va ad impattare a pochi chilometri dal fine prova.

Nonostante il fuori programma Aloisi riesce comunque a raggiungere la prima service area ma, purtroppo, l'impossibilità di riparare i danni in tempo utile lo costringeranno ad alzare bandiera bianca.

“La speciale dell'Alpe di Poti è particolarmente tecnica e difficile, specie la parte in discesa, sull'asciutto” – racconta Aloisi – “figuriamoci nelle condizioni che abbiamo affrontato in questo weekend dove la pioggia ha reso il fondo molto, ma molto, scivoloso. Siamo partiti con un assetto che si è rivelato troppo duro ma, visto i tempi, nel complesso non stavamo andando poi così male. Il posteriore non voleva saperne di stare al suo posto e così, in una destra due in discesa, a circa quattro chilometri dal fine prova abbiamo toccato. Da quel momento abbiamo cercato di uscire dalla speciale e, dopo aver constatato i danni, ci siamo resi conto di avere una ruota aperta di convergenza. Purtroppo non siamo riusciti a rimettere il tutto a posto in assistenza e non ce la siamo sentiti di continuare così. Peccato perchè avremmo potuto maturare molta esperienza in condizioni così

difficili.”

Alla delusione di Aloisi fa eco il presidente del sodalizio patavino: Manuel Bonfadini.

“La delusione per il ritiro di Giovanni è davvero alta” – racconta Bonfadini – “perchè, seppur vero che le condizioni meteo non erano quelle ideali per correre in un contesto così tecnico come è l'Alpe di Poti, è altrettanto vero che l'esperienza che avrebbe potuto incamerare qui gli sarebbe tornata molto utile nel percorso di crescita che sta affrontando sui fondi sterrati. Purtroppo al termine della prima speciale si è danneggiato un particolare della sospensione posteriore e, nonostante tutti gli sforzi dei nostri ragazzi, non siamo riusciti a rimettere la vettura in condizioni di sicurezza per poter ripartire.”


2017-03-09 - 7396

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