Andrea Dalmazzini: adesso arriva il difficile

Andrea Dalmazzini: adesso arriva il difficile

Il recente Rally di San Marino ha davvero rappresentato la svolta nel neonato Campionato Italiano Rally Terra? Forse si, o forse no. Ancora la partita è aperta e le preoccupazioni non mancano. Parola di Andrea Dalmazzini


Campionato Italiano Rally Terra sta riservando sorprese ed incertezze a non finire. Proprio nell'ultimo Rally di San Marino, gara del Campionato Italiano Rally, dunque più lunga ed impegnativa, dunque "pagata" con un coefficiente maggiore per i punti utilizzati nel tricolore terra, bene, anche nella circostanza abbiamo assistito a momenti molto intensi, prima con una tappa iniziale che sembrava aprire le porte del paradiso al pilota di casa e campione in carica, Daniele Ceccoli, poi, causa le disavventure allo stesso, proseguiva con ben altri scenari e prospettive, che, sempre nella prima giornata, non contemplava di certo Andrea Dalmazzini fra i possibili eletti all'olimpo, tutt'altro, con il modenese forse più propenso ad andare al mare che non ripartire per la seconda tappa. Seconda tappa che invece, come in una magia, vedeva salire in cattedra proprio Dalmazzini, che con convinzione, determinazione, bravura ed un pizzico di fortuna, fondamentale in ogni angolo e momento della vita, piazzava la stoccata vincente e prepotentemente si portava in testa alla classifica generale. Gran bella soddisfazione e gioia, anche se accompagnata da una latente preoccupazione, visto che gli avversari non mancano e sono particolarmente determinati a rendere la vita difficile al portacolori del Team X Race Sport. Passate le tensioni ed i "vapori" del Rally San Marino, ti stai godendo di più la vetta conquistata nel tricolore terra? Si, sono molto contento per la vetta conquistata, anche perché San Marino è stata una gara che non era partita con il piede giusto, poi invece abbiamo recuperato, abbiamo chiuso con una buona terza posizione, dunque siamo felicissimi di essere in vetta alla classifica, anche se comunque la sfida è abbastanza ardua perché siamo molto vicini tra noi e quindi sarà dura e poi gli altri sono molto forti, ma non è che sono molto forti solo i primi tre o quattro, sono molto forti i primi otto piloti. Dunque è una bella cosa, sono molto contento, però

non è che la mia posizione dia tutta questa tranquillità. Il campionato si è riaperto, ma non ho chissà quale vantaggio. Comunque va benissimo essere lì. A mente fredda, cosa era capitato il primo giorno di gara? Quali impedimenti avevi avuto? E cosa invece era cambiato nel secondo giorno? Quale molla ti era scattata? Beh, subito nella prima prova speciale un problema tecnico. A tre chilometri dalla partenza si è rotto un manicotto del turbo. Abbiamo fatto tutte le prove così, quindi abbiamo accumulato un distacco importante. Poi dopo, insieme alla scuderia, valutando il da farsi, ero quasi lì per ritirarmi, con circa due minuti da recuperare, poi ancora confrontandomi con la squadra abbiamo deciso di andare avanti, di procedere in questo senso. Abbiamo pensato: tutto quello che viene è di guadagnato. Ho allora proseguito con il mio passo, senza forzare. Poi il giorno dopo, nelle ultime due prove, ho visto come ero messo: avevo Panzani vicino, Marchioro non lontanissimo, ma nel contempo avevo anche Ceccoli dietro in ritardo. Allora ho deciso di fare le ultime due prove all'attacco e così è andata bene. Il rapporto con la tua macchina ed il tuo team, anche in quei momenti difficili... Il rapporto è stato eccezionale. Io con la macchina mi trovo bene, in una squadra dove vivo in un clima familiare. Un team molto professionale. E' un po' quello che cercavo. L'ho trovato, poi sono di Modena anche loro. Mi trovo davvero molto bene, sia come persone a livello umano e dei rapporti tra noi, che a livello tecnico. Secondo me quando c'è questo connubio, il risultato non può che essere positivo. Ora sei in vetta alla cima. Cosa bisogna fare per rimanerci? Quale può essere il segreto? Bisogna accelerare! (ride divertito, ndr). No, dai, bisogna andare forte ma non sbagliare. Poi è molto importante andare, ma portare a casa punti. A pensare alle prossime gare, c'è il Nido dell'Aquila che l'ho già fatta e mi piace molto, però ha il punteggio ridotto nei

confronti di un San Marino. Poi ci sarà la Sardegna con il Costa Smeralda ed il coefficiente uno. Sarà una lotta dura, anche perché è una gara che non ho mai fatto, l'anno scorso non ci sono andato e per me sarà un po' tutto nuovo. Però non demordiamo, ci impegneremo al massimo, cercando di mantenere questa posizione. Il distacco è minimo ma bisogna tenere duro. A questo punto ci sono quattro equipaggi racchiusi in soli 8,25 punti e comunque tanti altri punti in gioco. Se dovessi stilare una tua classifica, quale sarebbe? Chi è l'avversario che ti preoccupa di più? Si, quello che dicevo prima. Siamo in molti racchiusi in pochissimi punti. Tutti piloti forti che possono dare filo da torcere a chiunque. Come si è ribaltata la classifica a San Marino, essendo in tanti così forti, si può ribaltare di nuovo, cosa che mi lascia un po' preoccupato. Sai che per me non c'è un pilota in particolare che mi impensierisce. Posso dire che ho sempre fatto delle gran battaglie con Marchioro, lui adesso è un po' indietro, ma non di tanto. Ceccoli è molto forte, lo stesso Costenaro si è rivelato molto forte. Non ho un avversario principale da cui guardarmi, li metto invece tutti sullo stesso livello, perché vanno tutti forte e poi non c'è un pilota tra questi che tende a sbagliare. Ed infatti per le prossime gare regnerà un divieto per tutti, ovvero quello di sbagliare, ma tutto sommato anche un altro divieto, neanche tanto velatamente, si affaccia all'orizzonte; quello di andare poco veloci. Insomma un bel grattacapo: piede pesante e testa incollata sulle spalle. Vedremo chi riuscirà nell'impresa. Ora le meritate vacanze, ma poi non ci saranno più scuse...


2017-08-11 - 41

Andrea Dalmazzini

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